“La classe non è acqua", Corso per animatori e formatori alla legalità


Trasformare i sudditi in cittadini è miracolo che solo la scuola può compiere (Piero Calamandrei)

Nell'ambito dei percorsi educativi dalla legalità alla responsabilità sociale AS 2009-2010, il 4 e l'12 Novembre, presso la "Bottega dei Sapori e dei Saperi della Legalità", a P.zza Castelnuovo 13, "Libera Palermo - Formazione" organizza due sessioni formative all'interno del percorso educativo "La classe non è acqua" rivolto a formatori, educatori, membri di associazioni e cooperative aderenti al circuito provinciale di "Libera, associazioni nomi e numeri contro le mafie" coinvolti nei progetti di educazione alla legalità AS 2009-2010.
Ecco il programma delle giornate:
4 Nov - 9.30/13.00 - 15.30/17.00
mattina - presentazione del corso "La Classe Non è Acqua", raccolta aspettative, brainstorming sulle tematiche e somministrazione questionario (a cura di Girolamo Di Giovanni)
mattina - mafia ed antimafia al tempo della globalizzazione (a cura di Umberto Di Maggio)
pomeriggio - presentazione dei progetti formativi di "Libera Palermo" per l'AS 2009-2010 (a cura di Lillo Gangi)
pomeriggio - raccolta feedback e gruppo di discussione
12 Nov - 9.30/13.00
mattina - bilancio competenze, dinamiche gruppo (a cura di Lillo Gangi)
mattina - giochi di ruolo e strategie educative per la formazione (a cura di Girolamo Di Giovanni)
mattina - raccolta feedback e gruppo di discussione
NOTE.
La partecipazione al corso è obbligatoria per gli educatori del gruppo formazione di "Libera Palermo", per le guide turistiche di "Libera Terra Mediterraneo", per le associazioni e cooperative coinvolte nei progetti educativi 2009-2010 con i quali verranno implementati laboratori per l'analisi delle dinamiche di gruppo. I partecipanti al corso, inoltre, dovranno confermare la propria adesione al corso entro il 2 Novembre a formazione@liberapalermo.org. A chiunque ne richiederà copia verrà rilasciato certificato di partecipazione.
CHI SONO I FORMATORI.
Girolamo Di Giovanni - Psicologo, esperto in psicologia sociale e dell'emergenza ha conseguito la laurea discutendo una tesi sul rischio psicosociale in età evolutiva. Ha lavorato presso il Centro di Prima Accoglienza Francesca Morvillo di Palermo per la Lega contro la Droga come operatore di strada e per l'ASL di Trapani con l'unità mobile.
Umberto Di Maggio - Sociologo, si interessa di politiche sociali e di sviluppo locale. Ha compiuto i suoi studi universitari in sociologia alla "Sapienza" di Roma, dove ha sperimentato numerose esperienze professionali nel settore della ricerca e della formazione. Affascinato dei fenomeni sociali che caratterizzano la tarda modernità, ne ha indagato alcuni ambiti specifici: la creatività nelle organizzazioni, le discriminazioni sul lavoro, il ruolo delle comunità nei processi di sviluppo, la promozione territoriale. La ricerca che lo ha ultimamente impegnato presso la Facoltà di Scienze Politiche all’Università di Teramo, nell'ambito del dottorato in politiche sociali e sviluppo locale, riguarda la cooperazione e l’uso sociale dei beni confiscati alla mafia in Sicilia come fattori critici della governance del territorio.
Calogero Gangi - Laureato in psicologia, si occupa di formazione per "Libera Palermo".
Info: www.liberapalermo.org - umberto.dimaggio@liberapalermo.org

Matrice Mediterranea, le Culture sono il Futuro

Il 5 Novembre 2009 dalle 15 alle 17, nell'ambito del FESTIVAL DeScritto "LA CULTURA E' FUTURO", organizzato all'Università di Catania al Monastero dei Benedettini oggi sede della Facoltà di Lettere e Filosofia, si terrà un incontro dal tema “Matrice Mediterranea, le Culture sono il Futuro, l’Italia madre d’emigrazione al centro del Mediterraneo e il suo incontrovertibile destino multiculturale”. Interverranno: Rachid Berradi (corridore italo-marocchino della Nazionale Italiana), Silvia De Marchi (coordinatrice Edizioni Mangrovie), Umberto Di Maggio (sociologo Libera Sicilia), Elvira Seminara (scrittrice e docente Storia e tecniche del Giornalismo, Università di Catania).

Info: Giorgia Fazzini – Responsabile Artistico e Comunicazione – www.descritto.it artistico@descritto.it

Sequestri e confische: strumenti di lotta contro l'economia mafiosa.


Nell'ambito delle Giornate dell'Economia del Mezzogiorno organizzate dal "Centro Studi Pio La Torre", il 4 Novembre 2009 alle 16.30 a Palazzo Steri (Sala Magna) si terrà un convegno di studi sull'aggressione ai patrimoni mafiosi e sul riutilizzo degli stessi a fini sociali. Intervengono: Davide Mancuso, Gennaro Favilla, Ettore Barcellona - Centro Studi Pio La Torre, Maria Eliana Madonia - Università di Palermo, Umberto Di Maggio - Libera Palermo, Dario Scaletta - Sostituto Procuratore Palermo. Coordina: Vito Lo Monaco - Centro Studi Pio La Torre.

Inaugurazione Cantina Centopassi

Il 27 ottobre alle ore 11:00 il Consorzio Sviluppo e Legalità e l’Associazione Libera inaugurano a S.Cipirello in C.da Don Tomaso la Cantina Centopassi. La Cantina, ubicata in un’area estesa 17 mila metri quadri confiscata, ai sensi della legge antimafia, a Giovanni Genovese, e circondata da altri 6 ettari di terreno anch’essi sottratti alla mafia, è destinata alla trasformazione di uve bianche (Chardonnay, Catarratto, Grillo) e rosse (Nero d’Avola, Syrah, Perricone) prodotte nei vigneti del Consorzio Sviluppo e Legalità. Ha una capacità di 2100 ettolitri per una produzione finale di circa 280.000 bottiglie l’anno. Tiene a battesimo la Cantina il Commissario nazionale ai beni confiscati Antonio Maruccia, con gli interventi di Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, di Antonino Giammalva, Presidente del Consorzio Sviluppo e Legalità, del Prefetto di Palermo Giancarlo Trevisone e di Giovanni Impastato. La Cantina Centopassi sarà gestita dalla Cooperativa Placido Rizzotto Libera Terra, che ne ha implementato gli impianti di produzione, e riceverà anche le uve della Cooperativa Pio La Torre Libera Terra. La prossima primavera vedrà qui imbottigliate le selezioni monovarietali e i blend della linea Placido Rizzotto; qui si porta al pieno delle possibilità l'ambizione delle cooperative che animano Centopassi di produrre vini di alta qualità, che interpretino lo straordinario territorio del Corleonese.

Un lenzuolo bianco per i testimoni di giustizia

Sembra di essere tornati al 1992, a quegli anni terribili che hanno segnato la storia della nostra acciaccata Repubblica. Ricordate quell'indifferenza che accompagnava l'opera investigatoria del Pool a constrasto delle associazioni criminali? E ricordate, ancora, il comitato dei lenzuoli bianchi stesi ai balconi in segno di protesta e di disgusto per quelle morti ingiuste? Ed ancora, ricordate il desiderio di testimoniare l'impegno per una nuova Primavera siciliana? Ecco, ci risiamo! Questa volta ad uccidere degli umili servitori dello Stato non è il tritolo di “Cosa Nostra” con gli attentati nelle autostrade. Ad uccidere, oggi, potrebbe essere l'indifferenza e l'irriconoscenza per un grande servizio reso nella ricerca della verità e della giustizia. Proprio per questo motivo, oggi, i lenzuoli tornano a stendersi ai balconi per gridare quel desiderio di giustizia che non è mai pago.

Oggi la battaglia è per Piera Aiello, cognata della coraggiosa Rita Atria - la ragazza che ha abiurato la propria appartenenza mafiosa per aiutare il giudice Borsellino a stanare i mafiosi – che rischia la propria vita a difesa dei propri diritti di donna libera. Trasferitasi da pochi giorni nella sua Partanna (TP) adesso non ha più la scorta di sicurezza perché tecnicamente “ex-testimone”. La rischia davvero perché la mafia non perdona, e soprattutto non dimentica.

Intanto le associazioni, tra mille difficoltà ma con grande generosità, si stanno mobilitando a suo favore e per tutti quei testimoni dimenticati che non devono essere lasciati soli. Accanto alla copertura mediatica fatta di email e di tamtam su Facebook, l'impegno è di ricordare quel momento d'aggregazione postumo alle stragi di Via D'Amelio e Capaci che ha visto migliaia di cittadini scendere in piazza a gridare il proprio “no”.

“Libera”, insieme ad altre associazioni e cooperative che gestiscono beni confiscati, ha raccolto l'invito di Nadia Furnari – pasionaria dell'associazione antimafia “Rita Atria” - appendendo una maglietta bianca nella vetrina della “Bottega dei Sapori e dei Saperi della Legalità” a P.zza Politeama nel centro di Palermo. L'auspicio è che la Sicilia tutta, insieme alle altre realtà associative nel resto dello stivale, possano ascoltare il disperato grido d'aiuto di Piera e con lei quello di tanti testimoni di giustizia e dare il via ad una nuova stagione d'impegno a contrasto della prepotenza mafiosa.


Umberto Di Maggio - Libera Palermo Reg.


"Libera Palermo Formazione" verso Contromafie 2009

In preparazione di "Contromafie 2009 - Gli stati generali dell'antimafia" il presidio cittadino di "Libera Formazione" composto dagli insegnanti e formatori dei quartieri di Palermo, dopo aver monitorato la situazione della scuola sul territorio, si prepara ad individuare i punti di forza e le aree di miglioramento per avviare una nuova stagione partecipata d'educazione alla legalità ed alla responsabilità civile. Gli stessi si riuniranno, nel primo di 3 appuntamenti, per formulare un documento, che rappresenti le istanze da presentare in occasione del forum "La scuola come luogo di promozione sociale: dall'educazione alla legalità alla cittadinanza attiva" dell'assise generale "Contromafie" del prossimo 23-24-25 Ottobre". Come stabilito, la prossima riunione sarà giovedì 08-10-09 alle ore 17 presso la sede di Libera alla "Bottega dei Sapori e dei Saperi della Legalità" di Piazza Politeama.

I NUOVI PROGETTI FORMATIVI PER L'ANNO SCOLASTICO 2009-2010 SONO DISPONIBILI CLICCANDO QUI

Pace, non violenza e...legalità

Gruppi, associazioni, cittadini... ieri pomeriggio riuniti alla "Bottega di Libera" a Palermo al passaggio della "Marcia Mondiale" per declinare insieme le parole più belle del mondo: Pace e Nonviolenza...

Povera Palermo!

Morena aveva un anno. Ed è morta. Aveva un anno e nessuno si è accorto della sua assenza. Palermo, la sua città, è fin troppo distratta per accorgersene, troppo egoista per ricordarsi di chi vive nell'era della globalizzazione in scomodi container tra topi e sporcizia.

Morena aveva appena un anno e viveva in Via Messina Montagne in un campo allestito dal Comune, insieme ad altre 24 famiglie, in attesa di una casa popolare. Aveva un anno ed era malata come lo sono tanti senzacasa che da tempo, in terra di mafia, lottano per un alloggio. Proprio così, combattono per un un tetto nella città che al mondo conta il più alto numero di beni confiscati inutilizzati.

Con lei si spengono i sogni di quei cittadini che ogni giorno vivono l'incubo di un'insana amministrazione. Con lei se ne vanno i nostri migliori propositi. E nel frattempo le strade traboccano di letami ed immondizie, e le fogne straripano alle prime piogge autunnali come in una normale favelas del Sud America o dell'Africa.

Ma c'è poco da stupirsi, Palermo è il Sud del Sud, e nessun giornale nazionale ne parla. Ormai nessuno sembra più stupirsi degli scandali, dei nepotismi, della gestione clientelare. Nessun presta più attenzione a come la nostra classe politica malata ha sprecato e disperso le migliore risorse portandoci al declino più assoluto.

Morena è morta... e non diteci che è “viva”. Non osate a dirci che i suoi sogni camminano sulle nostre gambe.

Morena è morta e con lei se ne vanno le nostre speranze. Senza di lei si ripiomba, probabilmente, nel baratro più assoluto.

Non resta, forse, che risalire da questo tunnel di tristezza e desolazione, riorganizzare le forze, e riempire le strade. Creare, insieme, nuovi momenti di confronto e ritornare a sognare una città migliore ed un destino più giusto per questa nostra terra disgraziata.

Aveva ragione Sciascia a dire che si può essere siciliani solo con difficoltà. Ma non ditelo a Morena ed ai suoi familiari che di sofferenze e peripezie ne vivono a palate ogni santo giorno. Potremmo ucciderla una seconda volta.


Umberto Di Maggio - Libera Palermo

Fuori la mafia dallo sport

Preoccupa la recente dichiarazione del presidente dell'Akragas Calcio a sostegno del boss agrigentino Nicola Ribisi. Il coordinamento siciliano di "Libera - associazioni, nomi e numeri contro le mafie" esprime preoccupazione e disgusto in seguito alla "fraterna dichiarazione d'affetto" nei confronti di un personaggio la cui famiglia è coinvolta nell'omicidio Livatino e che secondo la DDA di Palermo voleva ricostituire, con l'imprimatur di Bernardo Provenzano la famiglia mafiosa di Palma di Montechiaro. La pratica sportiva è uno straordinario strumento d'aggregazione per far emergere qualità e competenze. Sono tante però le "zone d'ombra" - dal doping alle scommesse clandestine - su cui è necessario porre la giusta attenzione. Per tale motivo auspichiamo in una forte e decisa reazione da parte della società civile girgentana e confidiamo nelle capacità degli organi inquirenti che sappiano, sinergicamente all'associazionismo diffuso, escludere ed allontanare queste forme di illegalità per veicolare un'immagine dello sport diversa da quella rappresentata da questi terribili messaggi mafiosi.


Libera Palermo

Palermo chiama Mondo


In occasione della partenza della I Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, il comitato promotore cittadino v'invita ad una giornata di mobilitazioni, incontri e festa.

Ore 16.00 _ CONFERENZA_
Testimonianze da Palermo per la Marcia Mondiale
Presso la "Bottega dei Sapori e dei saperi della legalità", Piazza Castelnuovo n°13

Ore 19.00 _ MARCIA SIMBOLICA_
Fiaccolata multiculturale e musicale per la Pace e la Nonviolenza, da Piazza Castelnuovo a Piazza Verdi.

Ore 21.00 _PAROLE E SUONI PER LA PACE_
Concerto davanti il teatro Massimo con:

- 4 Cozze Anplugghed
- Concrete
- Hidria
- Red Absinth
- The Squawker

Campagna di sostegno alla "Bottega dei Sapori e dei Saperi della Legalità"

Un aiuto in favore del progetto “Bottega della Legalità di Palermo” ci permetterà di fare molto di più di quello che stiamo facendo adesso! Sostieni le attività con un bonifico utilizzando il codice IBAN "IT95T0501804600000000125317” sul conto corrente intestato a “Libera Palermo” (BANCA POPOLARE ETICA) indicando come causale “Contributo per le attività della Bottega dei Sapori e dei Saperi della Legalità - Palermo”.

Un intero anno con Libera

Il calendario di "Libera Terra". Scegli di sostenere i nostri progetti con l'acquisto del calendario "Libera Terra" 2009 realizzato con le immagini di terreni confiscati in Sicilia, Calabria e Puglia e gestiti dai soci dalle cooperative di "Libera Terra". Dodici mesi che iniziano con una riflessione di Don Luigi Ciotti e che raccontano tra fotografie di vigneti, terreni agricoli e strutture riutilizzate grazie alla legge 109/96 dell'impegno di quanti, da Corleone a Gioia Tauro, da Mesagne a San Giuseppe Jato lottano, grazie al sostegno della rete di "Libera" per una società più giusta.

Spegni la mafia! Accendi la candela della legalità. Quest'anno puoi regalare una luce di speranza. Un simbolo per contribuire a diffondere il messaggio della legalità e della giustizia. Abbiamo prodotto una candela in memoria delle vittime delle mafie e accendere la speranza per un mondo più libero e giusto. Con un solo gesto puoi sostenere Libera e ricevere le nostre candele.
La mafia mi va stretta! Acquista la maglietta di Libera, indossala e testimonia per la legalità e la giustizia. Libera ha prodotto delle magliette che potrai richiedere contribuendo alle sue attività. E' un modo per sostenere le attività dell'associazione e per poter testimoniare il proprio impegno per la legalità e la giustizia contro la criminalità organizzata.
Informazioni e prenotazioni telefonando al 333.3381624 o inviando un'email a sede.palermo@libera.it