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La memoria e l'impegno

''Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie'': ''Piena soddisfazione, il Governo ha mantenuto la parola. Siamo contenti per tutti i familiari delle vittime del dovere e delle mafie''. ''Esprimiamo la nostra piena soddisfazione, il Governo ha mantenuto la parola. Siamo contenti per tutti i familiari delle vittime del dovere e delle mafie. Un provvedimento dall'alto valore civile e democratico che arriva alla fine di un lungo percorso iniziato nel marzo del 2006 a Torino in occasione della XI Giornata della Memoria e dell'Impegno e ribadito lo scorso anno a Polistena in Calabria davanti ad oltre 300 familiari di vittime innocenti di mafie. Un percorso che ha visto lavorare con determinazione la Commissione Parlamentare Antimafia, le forze politiche di entrambi gli schieramenti e il Governo riconoscendo il valore e l'esempio morale civile e sociale di tante vittime, ma soprattutto il riconoscimento che nel nostro paese non esistono esistono vittime di serie A e vittime di serie B''. In una nota LIBERA.ASSOCIAZIONI, NOMI E NUMERI CONTRO LE MAFIE esprime soddisfazione alla notizie che il Governo ha accolto l'ordine del giorno che estende alle vittime della criminalita' organizzata i benifici previsti a quelle del terrorismo.

INTERVENTO ALLA CAMERA DI FRANCESCO FORGIONE 21/11/2007 ILLUSTRAZIONE ORDINE DEL GIORNO SUI BENEFICI ALLA VITTIME DELLA MAFIA

ORDINE DEL GIORNO
La Camera, premesso che: esiste attualmente una disparita' di trattamento nel riconoscimento dei benefici tra le vittime della mafia e del dovere e quelle del terrorismo:
l'articolo 34, comma 1, del decreto in esame, per superare questa disparita', estende alle vittime del dovere e della criminalita' organizzata le elargizioni di cui all'articolo 5, commi 1 e 5, della legge 3 agosto 2004 n. 206, impegna il Governo ad adottare ulteriori iniziative normative volte ad estendere agli stessi soggetti anche i benefici previsti dal comma 3 della legge del 3 agosto 2004, n. 206. 9/3194/13. A firma di Forgione, Piro, Lumia, Angela Napoli, D'Ippolito, Tassone, Pellegrino, Marchi, Incostante, Lagan Fortugno, Burtone.

Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, con il mio ordine del giorno n. 9/3194/13, chiediamo un atto chiaro e un impegno preciso per parificare, nel riconoscimento dei benefici, le vittime della mafia e del dovere, alle vittime del terrorismo.
Dopo il primo incontro di Polistena, nella Giornata della memoria del 21 marzo, dove, per la prima volta, si ritrovarono oltre 300 familiari di vittime innocenti della mafia, fu l'intera Commissione parlamentare antimafia (che ho la responsabilita' di presiedere) ad inviare al Parlamento un progetto di legge per il riconoscimento e la parificazione delle vittime. Non ho bisogno di spiegare l'importanza e il valore - non solo simbolico, ma anche civile e democratico - di quel provvedimento.
Il Governo ha pensato di recuperare, gia' nel decreto-legge fiscale, parte di quell'articolato e cio' e' un fatto che ritengo estremamente positivo: avviene per la prima volta e colma quel vuoto nel riconoscimento che si era determinato, a favore delle vittime del terrorismo, con la legge n. 206 del 3 agosto 2004.
Oggi chiediamo che in nessun aspetto vi siano discriminazioni e differenze. Non si tratta di un conflitto tra i familiari delle vittime. Il dolore, la sofferenza, il percorso e il senso della vita di chi e' stato colpito - innocente - dalla violenza e dalla barbarie mafiosa, non trova soluzione in alcun disegno di legge. Lo Stato e la Repubblica hanno il dovere di riconoscere il valore del sacrificio di chi e' caduto - innocente - nello scontro tra la criminalita' organizzata e la democrazia.
Per questo motivo, oggi - e mi rivolgo ai rappresentanti del Governo - chiediamo un pronunciamento chiaro. Manca solo l'estensione del comma 3 della legge n. 206 del 3 agosto 2004 alle vittime del dovere e alle vittime innocenti della mafia, per evitare, non solo la percezione nei familiari e nei cari, ma anche la concreta continuita' di una situazione nella quale, in questo nostro Paese, esistono vittime di serie A e vittime di serie B.
Abbiamo sentito dal Governo - e ancora oggi la leggiamo sui giornali attraverso le dichiarazioni del Ministro dell'Interno, Amato - parole impegnative su questo punto. Si tratta ora di darvi corso. Non si e' potuta trovare una soluzione nel decreto-legge fiscale in discussione. La legge finanziaria, gia' giunta all'esame della Camera, e' l'occasione per fornire una risposta a tante cittadine e cittadini che la attendono.
Il Governo colga il valore e il significato politico di un ordine del giorno firmato da tutti i gruppi parlamentari. Quando si affrontano i problemi della lotta alla mafia, del valore civile, del sacrificio delle vittime e del loro riconoscimento, e' sempre necessario tenere bassi i toni della responsabilita' e del rigore dei comportamenti politici ed istituzionali, individuali e collettivi, evitare le strumentalizzazioni di parte, sottrarsi alle piazze mediatiche, assumere la responsabilita' delle scelte di ognuno e di ognuna. La credibilita' dell'azione dello Stato nella lotta e nel contrasto ai poteri criminali e' fatta di tante cose: dell'azione delle tante donne e uomini delle forze di polizia, del lavoro della magistratura, della trasparenza dei partiti e della politica, della ribellione del mondo imprenditoriale ed economico.
Nella nostra storia, in questa travagliata storia del nostro Paese, troppe volte tutto ci ha portato al sacrificio estremo di donne e uomini come, del resto, e' avvenuto per la lotta al terrorismo. Riconoscere il valore e l'esempio morale, civile e sociale, senza differenze e discriminazioni, e' cio' che oggi, con l'ordine del giorno in esame, chiediamo al Governo e all'intero Parlamento.

"Rosso Malpelo" al Lubitsch

Vi invitiamo a partecipare alla proiezione del film "ROSSO MALPELO" di Pasquale Scimeca che si terrà domenica 18 novembre alle ore 21 presso il cinema Lubitsch di Palermo.
L'evento precede la settimana di proiezioni per le scuole (dal 19 al 24) che, in occasione del 20 novembre, anniversario dell'approvazione della Convenzione sui Diritti del Fanciullo, il Ministero della Solidarietà Sociale ha deciso di promuovere in quindici città italiane, come spunto di riflessione e strumento didattico.
Il film è tratto da una delle novelle più belle e conosciute di Giovanni Verga. E' stato girato in Sicilia, in quei luoghi dove una volta c'era il più grande bacino minerario per l'estrazione dello zolfo d'Europa e oggi c'è il Parco Minerario di Floristella-Grottacalda.
Realizzato grazie ai fondi della Comunità Europea (POR Sicilia) e dai soci di Arbash, lavoratori, tecnici e attori che hanno prestato la loro opera con paghe al minimo sindacale, si propone un ambizioso progetto: liberare dalla schiavitù del lavoro mille bambini in Bolivia.
Tutti i proventi delle proiezioni nelle sale cinematografiche, nelle scuole e della vendita dei diritti tv, sono raccolti in uno speciale conto aperto presso la Banca Etica e per tre anni serviranno a garantire un pasto completo al giorno, un'istruzione, sostegno alle donne e un centro per la salute pubblica.

www.rossomalpelofilm.it
www.cinemalubitsch.com/dovesiamo.htm

Libera per ManiTese


Dal 8 al 24 Dicembre, presso la Libreria Feltrinelli, Libera Palermo affiancherà il lavoro di volontariato dell'associazione Mani Tese per sostenere le popolazioni del Sud del mondo e per eliminare le cause che portano allo sfruttamento dell'infanzia. Tale scelta si concretizza in una raccolta fondi per la quale è necessario coinvolgere il maggior numero di persone. CERCHIAMO VOLONTARI per impacchettare i regali natalizi raccogliendo offerte dai clienti.
Le offerte raccolte andranno a sostegno della campagna contro lo sfruttamento del lavoro minorile in cui Mani Tese è impegnata da molti anni. Chiunque voglia contribuire, anche personalmente, al buon esito di quest'iniziativa si rivolga direttamente alla nostra sede (sede.palermo@libera.it) o a Noemi Manno (ntruna@hotmail.com).

Anche a Palermo per una Libera Informazione.

La Fondazione Libera Informazione è realtà. Lo scorso 19 settembre la prima uscita pubblica, con la presentazione nei saloni della Fnsi a Roma, con la partecipazione tra gli altri del presidente di Libera don Luigi Ciotti, del presidente della Fondazione Libera Informazione Roberto Morrione, il presidente della commissione parlamentare antimafia Francesco Forgione, il presidente della Fnsi Paolo Serventi Longhi. Obiettivo fondante dell'osservatorio è quello di creare una rete tra i micromondi dell'antimafia e della stampa locale (associazioni, fondazioni, comitati, siti web, blog, quotidiani, emittenti radio e tv, riviste, singoli attivisti, enti locali e istituzioni decentrate) e il grande mondo dell'informazione nazionale. Dunque, da una parte fare rete raccogliendo notizie, informazioni, spunti, lavori e progetti, dall'altra opera di pressione sui media italiani, per dare spazio a quelle notizie (non solo in negativo) che spesso faticano a trovare spazio nei palinsesti di radio e tv e sulle colonne dei giornali. Il contributo che chiediamo a quanti si trovano ad operare nelle realtà locali è quello di diventare una sorta di antenna, un riferimento per l’osservatorio da un lato e per l’esterno dall’altro. Con forme da specificare, si tratta di segnalare casi, notizie, di intervenire con articoli e reportage, pensando da subito a costruire una rete capillare che connetta informazione, associazioni, istituzioni e società civile. Da un lato una collaborazione volontaria e gratuita, dall'altro una vetrina nazionale e la legittimazione di quello che vorremmo diventi un autorevole riferimento per chi si occupa di lotta alle mafie. Ai professionisti dell'informazione chiediamo attenzione costante, apertura alle sollecitazioni che verranno dall'osservatorio e un contributo in prima persona per fare del tema mafie una priorità.

I materiali dell'osservatorio sono già on line sul sito provvisorio www.liberainformazione.org


Libero Futuro: per un futuro libero dal racket

Sabato 10 novembre 2007 alle ore ore 10 presso il Teatro Biondo (via Roma 258) ci sarà la presentazione dell'associazione antiracket LiberoFuturo (intitolata a Libero Grassi), la prima associazione palermitana, promossa da Addio Pizzo, fatta da imprenditori per aiutare e sostenere chi si rifiuta di pagare il pizzo.
Anche Libera Palermo sarà presente all'iniziativa per sostenere con forza questo vento di cambiamento.

Arrestati i Lo Piccolo, nuovi capi di Cosa Nostra

È festa alla questura di Palermo: centinaia di persone hanno atteso davanti agli uffici della squadra mobile l´arrivo della macchina con i quattro arrestati di lunedì Salvatore e Sandro Lo Piccolo, Andrea Adamo e Gaspare Pulizzi. Quattro tra i primi trenta ricercati in Italia.
Il blitz è scattato lunedì mattina alle 8.30 in una villetta di Giardinello nei pressi di Palermo dove i quattro erano impegnati in una riunione fra boss. Quaranta agenti hanno fatto irruzione nella villetta. Lì c´era Salvatore Lo Piccolo, 65 anni, insieme al figlio Sandro di 32 anni, che per gli inquirenti è il nuovo capo di Cosa Nostra. Dopo l'arresto di Bernardo Provenzano, infatti, avrebbe assunto il controllo dell'organizzazione criminale contendendo la leadership a Matteo Messina Denaro, boss latitante del Trapanese.
Ma anche gli altri due catturati nell'operazione, Andrea Adamo e Gaspare Pulizzi, sono indicati dagli investigatori come boss di prima grandezza. Adamo sarebbe il nuovo reggente del rione Brancaccio, tradizionale feudo di Cosa Nostra, mentre Pulizzi controllerebbe il paese di Carini.
«Da oggi le famiglie mafiose di Palermo sono senza un capo», ha detto il pm Nico Gozzo. Ma certo, non si può cantare vittoria: «Si apre adesso una fase pericolosissima – spiega Gozzo – quella che ci attende è una stagione delicata, considerato anche che a Palermo si muovono alcuni degli "scappati", i cosiddetti perdenti della guerra di mafia degli anni Ottanta».
Il blitz è riuscito grazie alle informazioni raccolte da un fedelissimo dei Lo Piccolo, che dopo l´arresto, qualche mese fa, ha iniziato a collaborare con la giustizia.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=70346

Per una sana gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata




Al via dal 5 novembre a Palermo le attività formative promosse da LIBERA e dalla Prefettura di Palermo per la gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata.

Il magistrato Antonio Ingroia e Don Luigi Ciotti apriranno i lavori.

Inizia lunedì 5 novembre alle 9.30, presso l’aula seminari della Facoltà di Lettere e Filosofia in viale delle Scienze, il primo dei cinque incontri previsti a Palermo nell’ambito del PON Sicurezza, programma europeo gestito dal Ministero dell’Interno per la formazione sull’utilizzazione e la gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata.
L’iniziativa si propone di contribuire alla diffusione della legalità operando sulle criticità che ostacolano il pieno funzionamento degli strumenti di intervento sul piano patrimoniale previsti dalla legislazione nazionale in tema di criminalità organizzata, attraverso la tempestiva destinazione e l’effettivo utilizzo sociale del patrimonio confiscato.
L’obiettivo generale perseguito dal progetto è quello di realizzare un intervento formativo che si rivolge al personale dei Comuni, soggetti a cui viene demandato il compito di proporre l’assegnazione del bene confiscato, quando non viene utilizzato per fini istituzionali, e ai soci di associazioni e cooperative sociali, destinatari e utilizzatori finali del bene.
Il corso è rivolto a 30 dipendenti comunali e 30 rappresentanti di associazioni selezionati dalla Prefettura tramite bando pubblico.
Interverranno il magistrato Antonio Ingroia e Don Luigi Ciotti, sull'importanza del contrasto giudiziario alla criminalità organizzata e sulla necessità dell'uso sociale dei beni confiscati.
I prossimi appuntamenti a Palermo sono previsti per il 12, 13, 14 e 19 novembre.
Per ulteriori informazioni: www.beniconfiscati.it
Libera Palermo
P.zza Castelnuovo 13, 90141 Palermo
C/O "I Sapori ed i Saperi della Legalità"
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