L'eredità di Pio La Torre: contro la mafia e per la pace

Insieme, sui luoghi delle "insurrezioni pacifiste", ricordando l'impegno di Pio La Torre. Il 3 Marzo a Comiso (RG), nel nome del deputato ucciso da Cosa Nostra nel 1982, una iniziativa per raccontare e discutere modi nuovi di riappropriarsi del bene comune. A pochi giorni dalla 13^ Giornata della Memoria e dell'Impegno, "Puglia Arca di Pace" dedicata a tutte le vittime di mafia, si traccia una linea, si descrive la continuità dell'impegno non violento, dalle lotte per la pace all'uso sociale dei beni confiscati. Interverranno: Vito Lo Monaco, presidente del Centro Studi Pio La Torre, Salvo Gibiino, presidente della Cooperativa Pio La Torre Libera Terra, Umberto Di Maggio, referente responsabile di Libera Palermo. Appuntamento a Comiso, il 3 Marzo alle ore 10 all'Istituto superiore 'Giosuè Carducci', via Roma.

Per ricordare...la legalità in video

Martedì 26 febbraio 2008, ore 9-12, nella scuola media "Setti Carraro" in Via Tiepolo a Palermo,
verrà proiettato il film "Alla luce del sole" e a seguire verrà organizzato incontro-dibattito con la partecipazione di Pippi Porcaro, amica e collaboratrice di Don Pino Puglisi. L'iniziativa è organizzata dalla Direzione didattica "Uditore" di Palermo. Sono previste attività creative con gli alunni delle elementari e medie finalizzate all'ideazione di uno slogan per la Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie del 15 marzo prossimo.

Solidarietà al teatro Savio

Tutta la solidarietà di Libera al direttore del teatro Savio di Palermo, Francesco Giacalone. Il teatro ha ricevuto ripetute richieste estorsive, sempre rispedite al mittente. Giacalone ha infatti ribadito la sua ferma intenzione di non pagare, anche dopo che la vetrata del suo ufficio è stata imbrattata di vernice nera. Libera depreca l’accaduto e invita Palermo a riflettere su un preoccupante ritorno a gesti di violenza e disprezzo.

Liberiamo dalla schiavitù del lavoro i bambini del mondo

Il Liceo Scientifico "Santi Savarino" di Partinico (PA) organizza l'incontro-dibattito dal tema "Liberariamo dalla schiavitù del lavoro i bambini del mondo" che avrà luogo presso l'auditorium del Liceo in c/da Turrisi il 27 Febbraio 2008 alle ore 9.00.
L'iniziativa prevede la proiezione del film "Rosso Malpelo" di Pasquale Scimeca e un dibattito a cui interverranno: il dirigente A. Governanti, il magistrato A. Ingroia, il referente di Libera U. Di Maggio, il segretario della CGIL I. Tripi e il segretario della CISL P. Mezzio.

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Vite di scarto e sogni di libertà

Questa non è una storia qualunque, questa è la storia di un bambino che ha rivoluzionato il mondo. Iqbal Masih aveva 12 anni ma il suo corpo ne dimostrava appena 6. Viveva di stenti, nel lontano Pakistan, ed il poco cibo di cui si nutriva gli impediva di crescere. Non era nato nell’opulento occidente, per lui il destino aveva riserbato soltanto fame e dolore. Le sue mani erano consunte come quelle di un adulto, mani di chi fatica quotidianamente e che lotta contro un destino avverso. Era stato venduto per pochi dollari dal padre e da quel maledetto giorno aveva dimenticato la normalità. Niente giochi per lui, nessuna possibilità di sentirsi libero. Nessun sogno per chi lavora 12 ore al giorno. Per lui soltanto 1 rupia al giorno, poco meno di 3 centesimi.

«Nessun bambino dovrebbe mai impugnare uno strumento di lavoro: ma soltanto penne e matite».

Lo aveva gridato al mondo, ed il mondo si era fermato ad ascoltarlo. Aveva convinto capi di stato e multinazionali a finanziare dei progetti per liberare i bambini dalla schiavitù del lavoro, aveva gridato che “cambiare era possibile”. Una mattina del 16 aprile del 1995, quando il suo paese era in festa per la Pasqua, mentre era in sella alla sua bicicletta viene vigliaccamente ucciso dai suoi stessi nemici. Una vendetta contro di lui che aveva sognato fin troppo e che voleva liberare la sua gente dal peso delle ingiustizie e della povertà.

Dice un vecchio proverbio: «se trovi uno schiavo addormentato non svegliarlo, forse sta sognando la libertà». E’ questo il ricordo che vogliamo conservare di lui, l’immagine di un piccolo pakistano dal corpo minuto e dal cuore grande che sta sognando un mondo più giusto.

di Umberto Di Maggio

20 passi dalla Giornata della Memoria e dell'Impegno

Poco più di venti giorni e si parte per Bari per la XIII Giornata della Memoria e dell'Impegno organizzata da Libera in collaborazione con Avviso Pubblico. Da 13 anni il 21 Marzo, primo giorno di Primavera, Libera ricorda tutte le vittime di mafia. Quest'anno sarà il 15 Marzo perchè il 21 è il Venerdì Santo. Ricordare per non dimenticare, il ricordo come riconoscimento per tutti coloro i quali hanno dato la propria vita per estirpare il male della mafia. Ricordo per tenere sempre presente ciò che la mafia è, ma ricordo anche come passaggio di testimonianza a noi che oggi ancora abbiamo la possibilità di vivere in questa nostra Sicilia. Ricordo come insegnamento, infatti molto spesso le vittime di mafia sono morte perchè sono state lasciate sole e sono morte da eroi solitari. La lotta alla mafia invece si vince solo se si è uniti. Per questo noi del Circolo Arci “Corleone Dialogos” non solo abbiamo aderito alla Giornata della Memoria e dell'Impegno ma abbiamo voluto coinvolgere il Comune di Corleone, che ha sua volta ha coinvolto le Scuole Superiori. Da Corleone il 14 Marzo partirà un pullman, messo a disposizione del Comune, che porterà i giovani di Corleone rappresentanti delle associazioni, degli studenti, del Comune a Bari. Prima però passeremo da Palermo partiremo insieme con Libera Palermo, con Salvo Vitale amico di Peppino Impastato, con i soci delle Cooperative di Libera Terra che gestiscono beni confiscati, con i ragazzi di Addio Pizzo, con i rappresentanti della Consulta Studentesca dell'Università di Palermo e con altri cittadini. Il 15 si arriverà e saremo alla manifestazione per poi ritornare il giorno stesso. Una bella fatica ma ne vale la pena. Sarà un'esperienza personale e sociale ma ha anche una valenza simbolica, non solo perchè una rappresentanza di corleonesi va a ricordare chi magari è stato vittima di altri corleonesi, ma anche perchè Libera, l'Arci, le Cooperative che lavorano nei terreni confiscati, gli studenti, le associazioni impegnate, il Comune di Corleone e i singoli cittadini saranno uniti .Il messaggio deve e vuole essere proprio questo: creare rete ed essere uniti nella lotta alla mafia.

Giuseppe Crapisi www.corleonedialogos.it

Beni confiscati alla mafia ritornano "Cosa Nostra"


Il 25 Febbraio 2008 alle ore 9.30, presso il Consorzio Universitario di Corso Vittorio Emanuele a Caltanissetta, l'Associazione Voglia di Vivere Onlus, il Cesvop e la Provincia Regionale di Caltanissetta organizzano un convegno sull'uso sociale dei beni confiscati alle mafie.
L'iniziativa prevederà anche un momento di raccoglimento in ricordo di tutte le vittime di mafia e per Libera si inserisce all'interno delle ormai centinaia appuntamenti in preparazione della 13^ Giornata della Memoria e dell'Impegno di Bari del 15 Marzo.
Partecipa a nome delle cooperative di Libera Terra, Salvo Gibiino presidente della Pio La Torre costituitasi lo scorso giugno tramite bando pubblico nel territorio del Consorzio Sviluppo e Legalità dell'Alto Belice Corleonese.
Tra gli altri relatori anche il Sindaco di Gela Rosario Crocetta e Giuseppe Lumia vicepresidente della Commissione Parlamentare Antimafia.

Le mafie restituiscono il maltolto


Venerdi 22 Febbraio alle 18.00, presso l'Aula Consiliare F. Maniscalco di Santo Stefano di Quisquina (AG), si terrà un convegno sui beni confiscati alle mafie.
Un patrimonio che ritorna alla società per farsi volano di crescita economica e culturale. Territorio ed esperti si confrontano sulle esperienze in corso, i problemi aperti e le prospettive future. L'iniziativa, organizzata dall'associazione Libera di Don Ciotti, dalla rivista Narcomafie è una tappa del percorso verso la XIII Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie che si terrà il 15 marzo prossimo a Bari.
All'iniziativa interverranno: Umberto Di Maggio - referente Libera Palermo, Alunni della scuola Media "F. Crispi", Anna Petruzzelli - assessore Servizi sociali e Pubblica istruzione, Girolamo Di Fazio - Questore di Agrigento, Lucio Guarino - direttore Consorzio Sviluppo e Legalità, Salvo Gibiino - presidente Cooperativa Pio La Torre Libera Terra, On. Giuseppe Lumia - vicepresidente Commissione antimafia, Modera Elena Ciccarello - Giornalista di Narcomafie

Costruire un futuro non violento per la Sicilia, verso la "Puglia Arco di Pace"

Il 18 e 19 Febbraio 2008, Libera Palermo partecipa all'iniziativa "Costruire un futuro non violento per la Sicilia", organizzata dal Centro Studi ed Iniziativa Europeo, dal Centro per lo Sviluppo Creativo "Danilo Dolci" e dall'Università degli Studi di Palermo.
La partecipazione dell'associazione Libera, con l'esposizione dei prodotti delle cooperative che gestiscono beni confiscati e con la partecipazione ai laboratori e dei seminari di studio, è all'insegna dell'esortazione "Puglia Arca di Pace e non Arco di Guerra" a cui è dedicata la 13^ Giornata Nazionale della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie che quest'anno si terrà a Bari il 15 Marzo.

Libera Terra e le scuole di Palermo

Continuano gli interventi formativi nell'ambito del progetto "Ancora Controvento" con l'intervento di Marco Caravella della Cooperativa Placido Rizzotto Libera Terra di questo pomeriggio alle ore 14.30 presso il Liceo Danilo Dolci di Brancaccio a Palermo.
Successivamente gli studenti si recheranno nei terreni confiscati a Cosa Nostra e gestiti dalla cooperativa che produce prodotti agricoli biologici.

Resistenza alla mafia

Limiti al mercato editoriale e pluralismo dell'informazione


Sabato 16 Febbraio alle 9.00, presso l’Aula Magna del Polo Didattico di Palazzo Fortuna alla Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Catania, si terrà una conferenza sui limiti del mercato editoriale in Sicilia.
L’iniziativa, organizzata dall’associazione Libera di Don Ciotti, dalla Fondazione Libera Informazione presieduta da Roberto Morrione già direttore di RaiNews24 e dall’Università di Catania, ha l’obiettivo di analizzare tra gli altri il caso “La Repubblica” a Catania.
All’iniziativa interverranno anche: Roberto Natale - presidente FNSI, Giuseppe Giulietti - presidente Articolo 21, Claudio Fava – Fondazione Fava, Maurizio Caserta e Maria Rosa Maugeri – Università di Catania.

La gramigna e il gelsomino di Partinico

La piazza era vuota ieri a Partinico. C’era poca gente a dare sostegno e solidarietà al giornalista di TeleJato vilmente picchiato pochi giorni fa. Non c’era la buona parte della cosiddetta società civile, non c’era la Partinico dei giovani che vuole cambiare. Sotto al palco soltanto vecchietti distratti che si dilettavano ad osservare ed ascoltare le voci di quanti salivano a prendere la parola.
Ma c’erano tante associazioni antimafia, tra le impegnate su più fronti, ed insieme a loro tanti amministratori comunali di Corleone, Monreale, Trappeto, Alcamo, Montelepre. C’era Salvo Vitale insieme a Giovanni Impastato a ricordare l’impegno di Peppino proprio sul fronte dell’informazione libera, c’erano i ragazzi di Addio Pizzo, ed alcuni familiari di vittime di mafia, e c’era Libera con tutta la rete delle cooperative che gestiscono beni confiscati anche in quei territori.
Non si aspettavano fiume oceaniche a dare sostegno a Pino Maniaci, un giornalista “anomalo” che in questi anni ha condotto varie inchieste, forse troppo scomode, per far luce su talune questioni poco attenzionate dai media regionali e nazionali. Non si aspettavano fiume oceaniche a dare sostegno a Pino Maniaci, un giornalista “anomalo” che in questi anni ha condotto varie inchieste, forse troppo scomode, per far luce su talune questioni poco attenzionate dai media regionali e nazionali. Ma ci si aspettava un vivo interesse, per il paese di Danilo Dolci, a ribellarsi e a mobilitare le proprie coscienze.
Bisogna recuperare la voglia di indignarsi e di arrabbiarsi - ha sottolineato in tal senso Gino Scasso, responsabile locale di Legambiente – e far sì che Partinico torni ad essere una città normale”. Parole dure, contro il malgoverno di una città a pochi chilometri da Palermo la cui amministrazione comunale è stata sciolta per infiltrazione mafiosa, un invito palese ad esprimere la cultura della legalità in un paese dove, a detta di tanti, fino a pochi mesi di essere catturato, il giovane Sandro Lo Piccolo aveva l’ardore di prendere il caffè e di passeggiare indisturbato. Frasi pesanti che hanno scalfito la crosta del disinteresse di quanti forse guardavano quel gruppetto di persone da dietro le finestre o che passavano dalla piazza lanciando sguardi distratti.
Sono troppe le difficoltà in quel distretto, troppo vivo è il malcontento nei confronti di una politica che fatica a trovare dei validi rappresentanti e che in taluni casi non si schiera apertamente contro Cosa Nostra. Come dare torto, quindi, a Lo Monaco quando ha sottolineato la necessità di ritrovare una dimensione etica della politica. “Faccio un appello per le prossime elezioni ai partiti di tutti gli schieramenti: che non si candidino nelle proprie liste persone rinviate a giudizio”. Questa la voce del presidente del Centro Studi Pio La Torre che ha evidenziato la necessità di non abbassare la guardia contro la recrudescenza mafiosa e di sondare maggiormente sul nodo gordiano che intreccia gli affari delle imprese grandi e piccole agli interessi dei boss.
Voi mafiosi siete i veri deboli di questo paese, e noi continueremo a colpirvi”. Questo lo sfogo di Francesco Forgione, attuale presidente della Commissione Parlamentare Antimafia perfettamente in sintonia con quello dell’Arciprete Geraci: “La chiesa di Partinico è contro la mafia, e noi non abbiamo paura di nessuno”. Frasi tonanti, lanciate in una fredda serata di gennaio, che rappresentano una rivoluzione culturale, un punto di partenza e non di arrivo.
E a chiusura le dichiarazioni emblematiche di Pino Maniaci: “Con quest’iniziativa abbiamo dato uno scossone a tutti i «malacarni», ma dobbiamo andare avanti e continuare a gridare, come diceva Peppino Impastato, che la mafia è una montagna di merda” – queste le parole di un giornalista scomodo e fuori dai normali canoni che ha salutato il pubblico presente annunciando una lieta notizia - “domani le ruspe saranno di nuovo a Valguarnera a distruggere le stalle dei Vitale, gli stessi che mi hanno picchiato vilmente”.
Perché la gramigna bisogna pestarla tutta affinché possa crescere il gelsomino, anche a Partinico.

Il g(i)usto della legalità

Paniere di Libera"Libera Terra" significa restituire ai territori colpiti dalle mafie la dignità del lavoro. Lavoro che significa libertà dal giogo criminale e sviluppo sociale ed economico dell'intera comunità. I prodotti "buoni, puliti e giusti" che trovate nel "Paniere di Libera", in vendita presso la "Bottega dei Sapori e dei Saperi della Legalità" sono ilfrutto dell'impegno dei giovani che, riunitisi in cooperative sociali, coltivano da anni le terre confiscate alle mafie nel Sud Italia. Il metodo di coltivazione scelto è quello biologico per garantire la bontà dei prodotti nel rispetto delle tradizioni del territorio e per riscoprirne i sapori tipici. Dalla "contaminazione positiva dei territori", nella condivisione dello spirito e delle regole del progetto nascono i prodotti a marchio Libera Terra: il sapore della legalità, del riscatto, della libertà. Formati disponibili: small, big e tris di vini.
Info: Bottega dei Sapori e dei Saperi della Legalità, P.zza Castelnuovo 13, Palermo, tel/fax. 091.322023 / 333.3381624, email. bottega@liberapalermo.org

Campagna di sostegno alla "Bottega dei Sapori e dei Saperi della Legalità"

Un aiuto in favore del progetto “Bottega della Legalità di Palermo” ci permetterà di fare molto di più di quello che stiamo facendo adesso! Sostieni le attività con un bonifico utilizzando il codice IBAN "IT95T0501804600000000125317” sul conto corrente intestato a “Libera Palermo” (BANCA POPOLARE ETICA) indicando come causale “Contributo per le attività della Bottega dei Sapori e dei Saperi della Legalità - Palermo”.