Dopo 23 anni il Comune di Erice istituisce il 2 aprile, strage di Pizzolungo, come giornata della memoria. Ventitre anni dopo il Comune di Erice si è ricordato che è ben altro il ricordo che meritano le vittime della strage mafiosa del 2 aprile 1985. Su una curva della frazione balnerare di Pizzolungo quel giorno i mafiosi avevano piazzato una autobomba destinata ad esplodere al passaggio della vettura blindata del sostituto procuratore Carlo Palermo. Nello stesso istante in cui veniva schiacciato il pulsante del detonatore, però, tra quell’autobomba e la Fiat Argenta di Palermo si trovò di mezzo una utilitaria con a bordo Barbara Rizzo Asta ed i suoi due gemelli di sei anni, Salvatore e Giuseppe.Non ti scordare di me: in memoria delle vittime della strage di Pizzolungo
Dopo 23 anni il Comune di Erice istituisce il 2 aprile, strage di Pizzolungo, come giornata della memoria. Ventitre anni dopo il Comune di Erice si è ricordato che è ben altro il ricordo che meritano le vittime della strage mafiosa del 2 aprile 1985. Su una curva della frazione balnerare di Pizzolungo quel giorno i mafiosi avevano piazzato una autobomba destinata ad esplodere al passaggio della vettura blindata del sostituto procuratore Carlo Palermo. Nello stesso istante in cui veniva schiacciato il pulsante del detonatore, però, tra quell’autobomba e la Fiat Argenta di Palermo si trovò di mezzo una utilitaria con a bordo Barbara Rizzo Asta ed i suoi due gemelli di sei anni, Salvatore e Giuseppe.I nostri prossimi passi per una Sicilia Libera
Il 30 marzo a Roma prossimo a Roma Libera Terra parteciperà al tour che porterà i venditori tipici dei cibi da strada palermitani in giro per il mondo. Una maniera per esportare cultura, sapori e prodotti tipici dell'Isola e la sua faccia migliore: quella libera da Cosa nostra. E' questo l'obiettivo del progetto "Sicilia Libera - Cibi, sapori, prodotti e cultura pizzo free nelle piazze d'Italia", presentato a Palermo e promosso dalla Fai in collaborazione con Addiopizzo e Confindustria Sicilia. Ideatore dell'iniziativa e' Vincenzo Conticello, titolare dell'Antica Focacceria San Francesco. I commercianti che hanno detto "no" al pizzo e alla mafia andranno nelle piazze italiane ed europee, a mostrare i propri prodotti, accanto alla migliore tradizione culinaria siciliana: quella, appunto, dei cibi da strada.
Successivamente la "Cantina Centopassi" di Libera Terra presenterà al Vinitaly, a Verona dal 3 al 7 aprile, la linea vini Placido Rizzotto vendemmia '07, arricchita per la prima volta da una selezione di Catarratto in purezza proveniente da vecchie vigne. Vi aspettiamo allo stand numero 7 del padiglione Sicilia. Venite a trovarci!
La memoria e l'impegno contro le mafie...anche a Palermo
In occasione della 13^ Giornata Nazionale della Memoria e dell'Impegno il coordinamento di Libera Palermo organizza una cerimonia, presso al Caserma Lungaro di Palermo alle ore 11.00 del 21 marzo 2008 alla presenza dei familiari delle vittime, del Prefetto, del Questore della Polizia di Stato, del Colonnello dei Carabinieri e del Generale della Guardia di Finanza. Saranno presenti anche i rappresentanti delle cooperative di Libera Terra che testimonieranno il proprio impegno nella gestione dei beni confiscati ai boss di Cosa Nostra.
Il 21 marzo verrà ricordato il sacrificio di tutte le vittime della violenza mafiosa, dai nomi noti a quello meno noti. Un giorno, quello dell'inizio della primavera, in cui Libera da tredici anni ricorda il martirio di chi si spese per la legalità, per la giustizia, o semplicemente per vivere con dignità. In contemporanea con gli altri coordinamenti di Libera in Italia, alla Caserma Lungaro il ricordo si accosterà alla riflessione, evidenziata da Don Luigi Ciotti sul palco di Bari, sulla necessità di una società più giusta, libera dal peso della vergogna mafiosa, partendo dall'impegno di ciascuno.
MAFIA: LIBERA RICORDA A PALERMO VITTIME "GUERRA" CONTRO I CLAN
(AGI) - Palermo, 21 mar. - Un lungo elenco di oltre ottocento nomi e' stato letto nella cappella della caserma "Lungaro" della polizia di Stato a Palermo. Nomi di persone uccise dalle mafie e che l'associazione "Libera" ha ricordato oggi in occasione della tredicesima giornata nazionale della Memoria e dell'impegno. Erano presenti il questore Giuseppe Caruso, il viceprefetto vicario, i vertici provinciali di Guardia di finanza e Arma dei carabinieri, numerosi familiari delle vittime della mafia e rappresentanti delle cooperative di "Libera terra". "Ancora una volta Libera ricorda le vittime - ha detto Umberto Di Maggio responsabile provinciale - a testimonianza che non va dimenticato chi e' stato ucciso dalla prepotenza mafiosa".
Contemporaneamente alla manifestazione palermitana si sono svolte analoghe iniziative in quasi tutte le piu' grandi citta' italiane: da Milano (davanti al Palazzo di giustizia) a Napoli (davanti al Duomo) fino a Roma (in una chiesa di periferia della Capitale).
L'elenco si e' aperto con Emanuele Notarbartolo, ucciso alla fine dell'800 fra Trabia e Termini Imerese (Palermo), ed e' proseguito con Emanuela Sansone e Luciano Nicoletti fino a concludersi con Domenico De Nittis, ucciso nel 2007. Dopo la lettura dei nomi delle vittime e' stato prooiettato un filmato di quattro minuti dove sono stati rappresentati i nomi degli oltre ottocento uccisi dalle mafie. Tra i banchi della cappella, c'erano tra gli altri i familiari dell'agente di polizia Antonino Agostino, ucciso nel 1989, Fabio Francese, figlio del giornalista assassinato a palermo nel 1979, i figli del vigile urbano Salvatore Castelbuono, ucciso a Bolognetta (Palermo) nel 1978 e la vedova del maresciallo dei carabinieri Vito Ievolella, ucciso a Palermo nel 1981. "Da oltre trent'anni aspettiamo verita' e giustizia per capire chi e perche' ha ucciso nostro padre che ci ha insegnato a rispettare il prossimo e ad amare la vita. Non si meritava la fine che ha fatto", hanno detto i figli di Salvatore Castelbuono, il sottufficiale dei vigili urbani ucciso a fucilate mentre percorreva la strada provinciale tra Bolognetta e Villafrati nel 1978. (AGI)
http://www.agi.it/palermo/notizie/200803211145-cro-rt11036-art.html
Un mondo più giusto è possibile?
La partenza è fissata alle 18:00 da via Basile la via dell’Università, i ragazzi arrivano alla spicciolata, ci sono i rappresentanti di Libera, di Addio Pizzo, delle cooperative Placido Rizzotto e Pio La Torre, ma anche gli studenti dell’UdU ed i ragazzi di Radio Aut, il pullman è fermo lungo la strada a scaldare i motori. Poi si sale e si va, destinazione Bari. Non c’è nemmeno un posto vuoto, ci guardiamo intorno, siamo soddisfatti e contenti. Durante il tragitto si ride e si scherza, qualcuno prova a cantare, anche se con scarsi risultati, un ragazzo dell’UdU prima dell’imbarco per lo Stretto recita una poesia di Baudelaire, gli altri lo prendono in giro.Dopo Villa S. Giovanni dai televisori dell’autobus sbucano le immagini de La memoria ha un costo, un documentario dove vengono intervistate i parenti delle vittime di mafia con il commento fuori campo di Don Ciotti e allora la musica cambia, nel corridoio non vola più una mosca. Mentre l’autobus percorre le autostrade spopolate della buia Calabria, i ragazzi per l’ennesima volta guardano in silenzio le immagini di Capaci e di via d’Amelio. Da qui il viaggio inizia per davvero. Ad accoglierci a Bari un mare placido lambito dai vividi raggi del sole e ancora altri ragazzi, l’esercito della legalità lo chiamano, un esercito disarmato. “Noi l’abbiamo capito che una vita criminale non paga, adesso bisogna spiegarlo agli altri e ai politici..” Dice qualcuno, poi il corteo comincia e l’esercito lentamente si mette in moto.
Le cifre parlano di centomila partecipanti, centomila ragazzi che hanno sfidato le peripezie del viaggio e i disagi dei nostri mezzi di trasporto. Sono arrivati da tutte le parti d’Italia, da Milano, da Torino, qualcuno anche da Pordenone. Nonostante con questa siamo giunti alla tredicesima edizione al momento dell’intervento la voce di Don Ciotti è rotta dall’emozione. Dal palco ringrazia tutti quelli che sono intervenuti, i ragazzi delle associazioni e le istituzioni, tra cui per la prima volta è presente il comune di Corleone. Il prete idealista è commosso perché intorno a lui il suo sogno prende vita e si ramifica in mille desinenze, a stento riesce a trattenere le lacrime, ma tuona lo stesso in un ammonimento “E’ giunto il momento che si trovi il coraggio di passare dalla società civile, alla società responsabile.” La folla tutt’intorno batte le mani.
Nel pomeriggio i diversi workshop sparsi per la città fanno luce sui gruppi di ricerca e le loro attività per contrastare il fenomeno dirompente della criminalità organizzata. Al palazzo della Provincia di Bari si parla della rete FLARE. Un’iniziativa multidisciplinare a cui oltre a Libera collaborano una cinquantina di associazioni umanitarie di trenta paesi diversi. Un progetto internazionale di larghe vedute che si propone di studiare nuovi sistemi di comunicazione e nuovi piani d’intervento per riaffermare la cultura e il diritto alla legalità nel mondo. Quelli della FLARE sono partiti da Berlino, passando da Cracovia per ricordare i crimini della Shoah e infine si sono fermati a Bari per cinque giorni. In queste cinque giornate nei loro tavoli di lavoro hanno discusso i temi che più stanno a cuore alle organizzazioni criminali, dividendoli in cinque arie orientative: il traffico di organi umani, d’armi, di stupefacenti, gli eco crimini e la corruzione. Così è nato un nuovo network che parla di uno sviluppo sostenibile anche nei luoghi più disagiati del nostro continente.
Fuori quando usciamo c’è ancora il sole, in fondo a corso Vittorio Emanuele, proprio accanto al palazzo di Giustizia, dal palco i musicisti accordano gli strumenti per il concerto che da lì a poco inizierà. I ragazzi sono sempre lì, esausti e svuotati, qualcuno si abbandona sul marciapiede, qualcun altro balla. Sono sempre loro a lottare e a metterci la faccia, dai tempi di Seattle a a quelli di Genova, è sempre il solito esercito allegro e rumoroso, anche perché il mondo purtroppo è sempre lo stesso. Che un altro mondo sia possibile questi ragazzi continuano a crederlo, come non credono in un mondo capace di scordare i crimini impuniti delle mafie.
Alessandro Angeli
I centomila volti della legalità
Centomila persone, ma forse anche di più: sono stati i partecipanti che, partiti dal parco di Punta Perotti a Bari hanno partecipato alla XIII Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo di tutte le vittime delle mafie, organizzata da Libera e Avviso Pubblico, in collaborazione con la Regione Puglia, la Provincia ed il Comune di Bari.
Alla manifestazione c'erano rappresentative giunte da diverse regioni italiane. Molti i pullman provenienti dalla Sicilia, dove i ragazzi hanno affrontato un viaggio lungo 12 ore per essere presenti e far vedere al mondo che esiste un'altra Sicilia, la Sicilia dell'impegno quotidiano e della legalità.
Ad aprire il corteo Luigi Ciotti, con i familiari delle vittime delle mafie. Presenti, tra gli altri al corteo, i ministri Massimo D'Alema, il presidente della camera Fausto Bertinotti, Francesco Forgione presidente della commissione antimafia, ed il magistrato Giancarlo Caselli.
Da un lato i volti dei bambini con striscioni, con le loro magliette colorate, con i loro pensieri semplici ma stracolmi di significato hanno fatto da cornice festosa ad una calda giornata pugliese. Dall'altro lato i nomi delle vittime delle mafie che risuonavano duri e taglienti dagli altoparlanti montati lungo tutto il percorso. Quei nomi scanditi uno ad uno, con la stessa intensità, la stessa forza, la stessa emozione. Nomi di semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell' ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perché, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere.
Dopo il corteo, in piazza Libertà sono intervenuti i rappresentanti dei familiari delle vittime e, a seguire, il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e il sindaco di Bari, Michele Emiliano, oltre al presidente di Libera, don Luigi Ciotti.
"Vi chiedo scusa anche per chi ha festeggiato con i cannoli una condanna, e per quelli che vi hanno appuntato sul petto una medaglia al valore, dimenticandosi di voi immediatamente dopo. Ai nostri morti di mafia invece dobbiamo la nostra dignità. Chiedo scusa a loro e grazie a voi tutti per questa manifestazione". Così il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, dal palco sul quale si è conclusa la manifestazione rivolgendosi ai parenti vittime ed ai ragazzi provenienti da tutta Italia.
'"Basta!- ha affermato Luigi Ciotti, presidente di Libera, con le lacrime agli occhi - le parole sono stanche. Contro le mafie serve l'agire concreto a partire dalle istituzioni e dal mondo politico. Ma il cambiamento - ha proseguito Luigi Ciotti - ha bisogno di tutti, di noi. Dobbiamo prendere coscienza che c'è bisogno delle nostre scelte, del nostro fare concreto, del nostro impegno, del nostro coraggio, della nostra voglia di metterci in gioco, delle denunce che nella quotidianità fanno la loro parte".
Quella alla criminalità organizzata "è una lotta che si conduce attraverso il sequestro dei beni di mafia", ha detto il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Massimo D'Alema, partecipando alla Giornata. "Negli ultimi mesi - ha aggiunto - è stato recuperato un enorme patrimonio, circa 1 miliardo di euro. Una ricchezza enorme messa a disposizione del lavoro".
"Inoltre, - ha aggiunto - ricordare e evitare che cali il silenzio sulle migliaia di vittime, che la criminalità organizzata ha fatto dai tanti servitori dello Stato ai semplici cittadini, significa rinnovare l'impegno perché la mafia sia sradicata dalla società".
E' questa l'Italia vera, l'Italia del cambiamento e della progettualità verso un futuro nuovo e legale.
Giuseppe La Rocca
Memoria e impegno. I nostri passi sulla strada della legalità
Da Nord a Sud in ricordo di Eddie Cosina

Il 14 Marzo 2008 alle ore 9.30 la famiglia di Eddie Cosina, vittima di mafia friulana, incontrerà insieme ad una scolaresca di Trieste della Scuola Media "Stuparich" gli allievi della Scuola Media "Cesareo" di Palermo.
L'iniziativa, in ricordo del sacrificio del poliziotto di Muggia (Trieste) ucciso insieme al magistrato Paolo Borsellino nel 1992, è organizzata da Libera Palermo e da Libera Friuli Venezia Giulia nell'aula magna dell'istituto posto nella borgata "Guadagna", il quartiere che ha dato i natali al pentito Scarantino che confessato di aver partecipato in prima persona alla strage di Via D'Amelio.
L'incontro, a poche ore dalla partenza dei pulman da Palermo per Bari, si inserisce nella programmazione dei "Centopassi verso la Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime di mafia" e rappresenta un momento di confronto, da Nord a Sud, sull'importanza del ricordo delle vittime innocenti della violenza di mafiosa per la costruzione di una società più giusta e libera.
Libera Donna
L'8 Marzo 2008 a partire dalle ore 9.00, in preparazione della 13^ Giornata della Memoria e dell'Impegno, presso l'ICS Padre Pino Puglisi di Brancaccio, Libera Palermo insieme alla scuola organizza l'iniziativa "LIBERA DONNA" per una società più giusta a favore della donna.Interverranno: il Dirigente Scolastico Prof. Vincenzo DI FIGLIA, Umberto DI MAGGIO - LIBERA, Gregorio PORCARO - stretto collaboratore di padre Pino PUGLISI, Addio Pizzo, Rosalba BELLOMARE - MEZZOCIELO, Veronica Garito - UBUNTU.
L'iniziativa prevede la lettura dei nomi delle vittime innocenti di mafia ed un momento musicale conclusivo della giornata dell'Orchestra Scolastica d'Istituto a cura dei docenti e degli alunni del corso F ad Indirizzo Musicale.
Clicca qui per scaricare il programma della giornata
60' Anniversario dell'assassinio di Placido Rizzotto
Sono passati 60 anni dall'assassinio del nostro concittadino e sindacalista Placido Rizzotto. Corleone si prepara alla commemorazione di questo grande uomo che ha fatto della lotta alla mafia e all'ingiustizia unico scopo della sua vita fino a portarlo alla morte, ucciso dalla mafia e gettato in una foiba appena fuori Corleone.Invitiamo tutti a partecipare, a questo particolare momento per la vità di Corleone, reso ancora più particolare dalla scarcerazione "anticipata per scadenza dei termini" del figlio del boss Riina, Giuseppe, che ha suscitato grande indignazione nella società civile.
Beni confiscati: un trattore donato alle cooperative
Alla cerimonia di consegna ufficiale presso l'Agriturismo Portella della Ginestra di Piana degli Albanesi, alle ore 11 del 5 marzo, saranno presenti alcuni sindaci dei comuni emiliani, il prefetto Giancarlo Trevisone, il questore Giuseppe Caruso, il colonnello Teo Luzi del comando provinciale dei Carabinieri, il generale Francesco Carofiglio della Guardia di Finanza, rappresentanti dell'associazione Libera e del Consorzio Sviluppo e Legalità .
Il trattore, prezioso dono per le attività della giovane cooperativa, è stato acquistato grazie al generoso contributo dei Comuni di Fabrico, Correggio, San Martino in Rio, Rio Saliceto, Campagnola e Novellara in provincia di Reggio Emilia, insieme alle tante associazioni della zona e alla Camera del Lavoro. E' da rimarcare come la maggiore attenzione al lavoro di restituzione dei beni sottratti alle mafie in Sicilia venga dalle regioni dell'Italia centrale.