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Chi semina raccoglie

E' iniziata il 18 giugno 2008, in un fondo agricolo in contrada Rinelli e proseguirà a Verzanica, a pochi chilometri da San Giuseppe Jato, nel feudo che un tempo fu della famiglia Cascio, la prima mietitura della Cooperativa Pio La Torre.
Una cooperativa nata un anno fa all'interno del progetto di Libera Terra e che muove i suoi primi passi in Sicilia coadiuvata dal lavoro generoso della Placido Rizzotto. Il raccolto di questo grano contribuirà a produrre la pasta che oggi è commercializzata in molti punti vendita della grande distribuzione e del commercio equo e solidale. Un modo concreto di fare "antimafia", una risposta umile e responsabile alle problematiche occupazionali che affliggono i territori dell'Alto Belice Corleonese. Lavorare le terre che furono di Cosa Nostra e consentire la produzione di prodotti biologici di alta qualità è una via per la liberazione. Forse, per certi versi, una rivoluzione. Una rivoluzione che ha il sapore del riscatto e dell'emancipazione dalle mafie e che da oggi è condotta anche nel nome di Pio La Torre.

Marketplace: la rivincita onesta di Libera Terra

(AGI) - Roma, 19 giu. - 'Le persone vivevano nella paura del crimine organizzato in Sicilia, ma una nuova stretta del governo sui traffici della mafia ha raccolto i vantaggi della collaborazione tra i cittadini'. Si apre cosi' un reportage del quotidiano online statunitense Marketplace, sulle attivita' delle cooperative Libera Terra. 'L'ultima volta che l' ho visto, un negozio nel centro di Palermo - scrive il corrispondente da Palermo Megan Williams - vendeva vestiti... e riciclava denaro. Ma stavolta, la sua attivita' e' davvero pulita come sembra. Il boss mafioso che un tempo possedeva il negozio adesso e' in carcere, e per la prima volta in Italia, una cooperativa di Libera Terra punta a gestirlo'. 'Il nome ' Libera Terra' - scrive il quotidiano - si riferisce ai prodotti organici ricavati dalle cooperative sui territori che un tempo appartenevano alla mafia, zone che il governo italiano adesso confisca e consegna all' organizzazione che ' ripulisce' i loro affari'. 'L' organizzatore Umberto di Maggio - prosegue Marketplace - ha definito l' apertura del negozio una sorta di atterraggio sulla luna per il movimento anti-mafia: ' E' un giorno bellissimo, perche' lo Stato ha portato via un negozio che apparteneva illegalmente alla mafia e adesso vi saranno venduti prodotti realizzati da siciliani onesti e grandi lavoratori'.

Fonte: Repubblica Finanza

Un ponte con l'Emilia per una "Terra Libera"

Il 31 Maggio a Taneto di Gattatico (Reggio Emilia) la cooperativa "Placido Rizzotto", la "Pio La Torre" ed i coordinamenti di Palermo, Agrigento e Reggio di "Libera" hanno partecipato all'inaugurazione della barriera antimafia dedicata alle vittime delle criminalità promossa dal circolo Arci "Fuori Orario" guidato mirabilmente da Franco Bassi.
Due giorni di grandi emozioni, di festa ma anche di comune riflessione.
La necessità di intitolare alle tante vittime di Cosa Nostra, della Camorra, della 'Ndrangheta e della Sacra Corona Unita il bosco della memoria antirumore lungo la tangenziale di Taneto è la dimostrazione della necessità, sana e responsabile, di edificare anche nel profondo Nord degli spazi condivisi contro il silenzio dell'omerta e dell'indifferenza.
Il segno che è necessario aggredire le mafie con le armi della denuncia e del ricordo.
E allora grazie a tutti gli amici del "Fuori Orario" della splendida accoglienza e del grande lavoro svolto a supporto di questa lotta di liberazione dalla violenza mafiosa.
E grazie agli amici lombardi di "Linea", colonna sonora di questa nostra emozionante esperienza che hanno compreso che le mafie sono un problema di tutti!
Forse è accaduto un piccolo miracolo...in questi giorni. Abbiamo insieme costruito un "ponte" di solidarietà e d'impegno che unisce l'Emilia alla Sicilia. L'avreste detto mai?
Libera Palermo
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C/O "I Sapori ed i Saperi della Legalità"
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