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Io sono Palermitan@

Palermo 29/30 Novembre – Convento dei Carmelitani – Via G. Grasso 13/A – Ballarò – 16.00/21.30

Libera Palermo prenderà parte, con l’organizzazione in particolare di un laboratorio multiculturale sulla legalità, all’evento Io sono palermitan@ che si svolgerà sabato 29 e domenica 30 novembre, a Palermo nel quartiere di Ballarò presso il Convento dei Frati Carmelitani e il sabato sera a Casa Professa per il concerto.
L’evento è inserito all’interno del progetto di più ampio respiro denominato LAUTC “Learn about Us through Culture” finanziato dalla Commissione Europea – Programma d’Educazione Permanente e coordinato dal CE.S.I.E Centro Studi e Iniziative Europeo di Palermo.
Durante la due giorni, organizzata anche in collaborazione con il Centro per lo Sviluppo Creativo “Danilo Dolci”, Ubuntu, IUP e Ziggurat ci saranno dei laboratori di cucina, dei laboratori sulla legalità, concerti, degustazioni, sfilate di abiti tradizionali, danze, proiezioni e animazioni di teatro e circo.
Il progetto mostrerà come lo sviluppo del dialogo interculturale dentro le comunità locali europee ha la capacità di creare un’identità Europea promotrice di una comune eredità culturale ma allo stesso tempo valorizzatrice dell’importanza delle diversità culturali stesse.
Quest’evento culturale mostrerà i cambiamenti sociali ottenuti grazie al lavoro dei giovani volontari ed artisti che si esibiranno per poter misurare quanto un evento culturale organizzato dai diretti interessati possa risultare di effettivo impatto sociale.
Per quanto riguarda direttamente l’evento culturale Io sono palermitan@, Libera Palermo parteciperà ad una tavola rotonda con la testimonianza del referente provinciale Umberto Di Maggio e realizzerà un laboratorio sulla legalità che vedrà gli operatori di Libera intervistare direttamente alcuni immigrati su temi della mafia e della lotta alla criminalità organizzata oltre alla proiezione di documentari sulla legalità e l’allestimento di uno stand con i prodotti realizzati nelle terre confiscate alle mafie.
Quest’apertura di Libera Palermo ai temi della multiculturalità e del dialogo con le diverse etnie presenti nel territorio palermitano dimostra sicuramente un’attenzione particolare ai temi fondamentali della legalità, della memoria e dell’impegno in relazione a quello che è il cambiamento della realtà sociale che negli ultimi anni ha investito il territorio.

Terre di Corleone, l'agriturismo consegnato alla coop Pio La Torre

Cambia qualcosa, davvero. Puoi dirlo dai sorrisi della gente, dai bambini in festa, dalle parole, per un giorno chiare, dei politici ieri a Corleone. “Abbiamo cacciato la mafia via di qui a pedate, noi tutti.” dice don Luigi Ciotti, che con Libera ha visto ogni momento del percorso che oggi riconduce a Corleone, dove la legge 109 sul riutilizzo dei beni confiscati muoveva il primo passo. Si consegna l'agriturismo Terre di Corleone, apre il Giardino della Memoria a San Giuseppe Jato. Entra la luce nel bunker che nascondeva Giuseppe Di Matteo, si apre la finestra sul Gorgo del Drago. Sedici posti letto, un grande salone rustico per la ristorazione, prendono il posto di una masseria da vaccari; era di Totò Riina, ora lo gestiscono, e vi lavoreranno, i ragazzi della coop Pio La Torre Libera Terra. Cambia qualcosa, se su queste pietre e tra il fango, legati a ricordi durissimi, arrivano il lavoro della gente di questi paesi, e se lo Stato fa sentire la sua voce : “Dai sindaci siciliani ho percepito più coraggio e determinazione che nella mia visita del 1994 - sostiene il ministro dell'Interno Roberto Maroni – L'attacco ai patrimoni mafiosi è la frontiera. Domani daremo il via a norme per poteri straordinari per l'utilizzo immediato di questi beni”.
Le parole di Don Ciotti sono le lenti attraverso cui capire cosa è cambiato il 10 novembre: “Insieme alla vita e alla dignità qui è stata offesa nel modo più barbaro la coscienza civile e umana del paese. Bisogna venire in pellegrinaggio qui, per capire cosa sono davvero le mafie, fino a che punto può spingersi il la loro sete di potere e di denaro, il loro disprezzo per la vita”. Ma anche “che dal sacrificio più grande può nascere il sentimento di riscatto di un territorio, di una Nazione. Dobbiamo trasformare la memoria in impegno, denuncia, cambiamento”.
Libera Palermo
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